SANT’AGNELLO, PARCHEGGIO ANCORA CHIUSO, NESSUNA COMUNICAZIONE: CALA IL SILENZIO SU FAMIGLIE E BAMBINI
CADUTA DELL'ALBERO NEL PARCHEGGIO DI VIA M. B. GARGIULO, ANCORA IN ATTESA DI PERIZIE TECNICHE
CADUTA DELL'ALBERO NEL PARCHEGGIO DI VIA M. B. GARGIULO, ANCORA IN ATTESA DI PERIZIE TECNICHE
È trascorsa una settimana dall’episodio verificatosi il 6 gennaio, quando la caduta di un albero nell’area di parcheggio di via Mons. Bonaventura Gargiulo ha portato alla chiusura immediata dello spazio per consentire verifiche tecniche e interventi di messa in sicurezza. Oggi è il 13 gennaio, ma su quella vicenda continua a regnare il silenzio.
In questi giorni non è stato diffuso alcun comunicato ufficiale, nessuna informazione pubblica sull’esito dei controlli, né indicazioni sui tempi di una possibile riapertura. Non si sa se siano intervenuti tecnici specializzati, se siano state effettuate perizie sulle alberature o se siano in corso valutazioni strutturali sull’area. Un vuoto informativo che, col passare dei giorni, si è trasformato in un disagio concreto. A farne le spese sono soprattutto le famiglie con bambini della scuola dell’infanzia ed elementare, costrette a gestire ogni mattina un accompagnamento più complicato, in spazi non riorganizzati e senza soluzioni alternative ufficialmente previste. Il nodo centrale non è soltanto la sicurezza, ma l’organizzazione. A distanza di una settimana, ciò che colpisce è l’assenza di una linea chiara, di una comunicazione minima verso i cittadini, di un aggiornamento che potesse rassicurare e orientare. In una comunità attenta, soprattutto quando sono coinvolti bambini molto piccoli, il tempo dell’attesa dovrebbe essere accompagnato almeno da informazioni puntuali. I bambini rappresentano la fascia più vulnerabile e meno tutelata in situazioni di questo tipo. Non hanno voce, non possono adattarsi ai disservizi, e dipendono totalmente dalle scelte degli adulti e dalla capacità delle istituzioni di prevenire e gestire le emergenze. Per questo episodi come quello del 6 gennaio non possono restare sospesi in una zona grigia fatta di incertezze e silenzi. Non si tratta di sollevare polemiche, ma di richiamare un principio fondamentale: quando si verifica un fatto che incide sulla sicurezza e sulla quotidianità delle famiglie, la risposta non può essere l’assenza. Informare, organizzare, programmare sono azioni che rassicurano e dimostrano attenzione verso la comunità. A oggi, purtroppo, nulla di tutto questo è stato reso noto.
La speranza è che il silenzio venga presto sostituito da fatti, comunicazioni chiare e soluzioni concrete. Perché una città che si prende cura dei propri bambini non può permettersi di lasciare inevase le domande più semplici: cosa è stato fatto, cosa si sta facendo e quando si tornerà alla normalità.