Un nuovo risvolto sulla vicenda di Giosuè Sorrentino. Il GIP del Tribunale di Venezia ha disposto una nuova consulenza medico-legale per il giovane marittimo trovato senza vita sulla nave Bianca Amoretti. Le indagini dapprima archiviate, perchè etichettate come semplice suicidio, sono state riaperte per un caso diverso. Il corpo senza vita del trentacinquenne santanellese trovato il 24 Aprile 2016 da due colleghi di lavoro sulla petroliera ancora in rada al largo di Malamocco in Venezia, è collegato senz’altro ad un episiodio di omicidio. Giosuè Sorrentino è ricordato dagli amici e dai suoi familiari come un ragazzo raggiante, bello come il sole, l’umorismo ed il sorriso brillavano sempre sui suoi occhi. Si esclude a priori una vicenda che l’abbia portato
al suicidio. Fin troppe sono le incongruenze che ammettono il contrario e si volesse nascondere qualcuno? Perchè coprire la verità con menzogne? Questi sono i tanti numerosi perchè, che chi conosce l’Ufficiale amico Giosuè, non si arrenderà mai ad avere una ragione. Secondo i legali di Sorrentino, il corpo inerme e senza vita è stato trascinato da almeno due persone nei pressi di una fresa nella sala macchine, con l’evidente obiettivo di depistare le indagini. Nulla è valso agli investigatori quanto agli uomini della squadra mobile della Questura di Venezia, oltre che alla Capitaneria di Porto, in funzione di supporto. Solo una cosa balzò agli occhi di tutti: una profonda ferita alla gola, ben visibile sul cadavere; una ferita definita “significativa”. Tanti i dubbi…. è impossibile che Giosuè Sorrentino sia finito così. E’ da escludere un suicidio! Ha visto bene il GIP del Tribunale di Venezia, speriamo che ben presto veda bene anche il “colpevole”.