In seguito ai risultati sconcertanti di quest’oggi, il governatore della Campania arriva alle strette. Troppi i casi positivi registrati solo in un giorno: 3034 con 26 decessi. De Luca con la nuova ordinanza n. 7 del 10 Marzo 2021 raccomanda ancora una volta alla popolazione di evitare assembramenti. Andiamo allo specifico: con decorrenza dall’11 marzo e fino al 21 marzo, salvo che nella fascia oraria 7.30-8,30, è disposta la chiusura al pubblico di parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private. I soggetti competenti garantiscono la chiusura di eventuali porte e varchi di accesso. Ora quante infrazioni si conteranno già da quest’oggi? Ammesso e non concesso se ci saranno controlli, che da quando la regione Campania è divenuta zona rossa non sono stati così presenti sul territorio. Vietare l’accesso al pubblico di parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze non sarà molto facile, soprattutto per i Comuni che hanno spalancato i varchi per la zona del lungomare. Con decorrenza dal 12 marzo e fino al 21 marzo è invece vietato lo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, ivi compresi quelli rionali e settimanali, anche con riferimento alla vendita di generi alimentari. Sono esclusi dal divieto i negozi siti in prossimità o all’interno di aree mercatali, purché provvisti di servizi igienici autonomi, limitatamente alla vendita dei generi alimentari e alle altre attività consentite sul territorio regionale dal Dpcm del 2 marzo 2021.
“Risulta indispensabile scongiurare i rischi connessi agli assembramenti ed affollamenti nei luoghi pubblici”, mentre “si raccomanda alla popolazione di evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio contesto abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. Lo scrive il presidente della Regione Vincenzo De Luca nell’ordinanza che dispone la chiusura di luoghi a rischio assembramento.
Un appello però si alza timidamente anche dagli ambienti giudiziari in cui si registrano troppi assembramenti e poca precauzione.
L’OCF (Organismo Congressuale Forense), conferma l’annunciata astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie, in ogni settore della giurisdizione, fino al 20 marzo 2020.
L’obiettivo dello sciopero è di tutelare la salute di avvocati, magistrati, parti, testimoni e ausiliari di tutta l’Italia.