SANT’AGNELLO, TRA LEGALITA’ E UMANITA’
IL CASO HOUSNG SOCIALE DIVIDE ED INTERROGA LA COMUNITA'
Nel febbraio 2020 la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo del complesso, ipotizzando una lottizzazione abusiva: secondo gli inquirenti, l’intervento sarebbe sorto su un terreno originariamente agricolo — un agrumeto in area vincolata — e in una zona che il piano urbanistico non destinava a edilizia residenziale. A ciò si aggiunge il tema dell’“aumento del carico urbanistico”: un insediamento di decine di famiglie comporta infatti nuovi bisogni in termini di servizi, viabilità e infrastrutture, che secondo la Procura non sarebbero stati previsti né sostenibili per quell’area. Le famiglie coinvolte, circa 37 nuclei, hanno sempre sostenuto di aver agito in buona fede, spesso dopo aver partecipato a bandi o sorteggi pubblici. Oggi si trovano in una situazione di profonda incertezza: su di loro pende un ordine di sgombero, sospeso in via temporanea fino alla sentenza di primo grado, attesa tra dicembre 2025 e febbraio 2026.
Molti residenti ricordano che, prima della costruzione, quell’area era un terreno abbandonato, infestato da rovi e sterpaglie. L’immagine romantica dell’“antico agrumeto” contrasta con la realtà di un fondo ormai in disuso, privo di valore produttivo. Con l’arrivo del complesso abitativo, la zona è rinata: nuove famiglie, bambini, anziani, vita di quartiere. “Abbiamo ridato dignità a un luogo dimenticato”, raccontano gli abitanti, oggi uniti nel Comitato Housing Sociale e Solidale. Il timore di perdere tutto ha spinto molti a scendere in piazza. La manifestazione organizzata in piazza Matteotti ha raccolto centinaia di adesioni e una petizione che resterà aperta fino a sera. Il corteo, pacifico e partecipato, ha voluto lanciare un messaggio semplice: “Non chiediamo privilegi, ma giustizia e rispetto per chi ha investito i risparmi di una vita nella propria casa.”
Dopo l’incontro in Prefettura, alla presenza del Prefetto di Napoli, del sindaco di Sant’Agnello Antonino Coppola e dell’assessore Corrado Fattorusso, è arrivata la decisione di sospendere gli sgomberi fino alla sentenza. Una tregua accolta con sollievo, ma non sufficiente. “È solo un rinvio – spiegano i rappresentanti del Comitato –. Finché non ci sarà una soluzione definitiva, vivremo nell’incertezza.” Il Prefetto ha assicurato attenzione e rispetto per le persone coinvolte, ribadendo la necessità di garantire un equilibrio tra il doveroso rispetto della legge e la tutela di chi, senza colpe dirette, rischia di ritrovarsi senza casa.
I nodi da sciogliere
La vicenda mette in luce alcune questioni cruciali:
Dalle analisi e dai tavoli istituzionali emergono alcune strade percorribili:
Un appello alla giustizia con cuore
In questa complessa storia, la legge deve certamente fare il suo corso. Ma al tempo stesso non si può dimenticare che dietro ogni porta di quel complesso ci sono persone: famiglie, bambini, anziani che chiedono solo di poter continuare a vivere nella casa che hanno costruito con fatica e fiducia. Come ha ricordato un cartello durante la manifestazione: “La casa è dignità, non un reato.” Sant’Agnello attende ora una sentenza, ma soprattutto una soluzione che non divida tra colpevoli e innocenti, tra vincoli e vite, tra giustizia e umanità. Perché la legalità, quando si accompagna al rispetto delle persone, è l’unica vera forma di giustizia possibile.