IL PIANOFORTE DEL SILENZIO
GLI ACCORDI MUSICALI PERFETTI TRA IL SILENZIO DELL'ARTE E LA SORDITA' DEI CONTROLLI
GLI ACCORDI MUSICALI PERFETTI TRA IL SILENZIO DELL'ARTE E LA SORDITA' DEI CONTROLLI
C’era una volta la musica.
Oggi, in piazzetta Angri a Sant’Agnello, resta un pianoforte dimenticato davanti a un pozzo: un monumento spontaneo all’arte smarrita e alla manutenzione disattenta.
Un Waddington & Sons che un tempo avrà fatto vibrare salotti e sogni, ora ridotto a suonare solo per il vento. E dire che l’area dov
rebbe essere sorvegliata… forse lo è, ma da un invisibile direttore d’orchestra che ha perso la bacchetta. La scena è perfetta: un pianoforte davanti a un pozzo, simboli gemelli del vuoto e del silenzio.
Da una parte l’acqua che non sgorga più, dall’altra la musica che non risuona.
È quasi una sinfonia muta del nostro tempo: la cultura abbandonata, la bellezza ridotta a ingombro, l’arte che chiede permesso per esistere. È l’immagine perfetta di questi tempi: la cultura lasciata al sole ed alla pioggia, la bellezza come rifiuto ingombrante, la saggezza musicale gettata via davanti a un pozzo che non dà più eco.
Peccato solo che la partitura sia andata persa e l’accordatura manchi da tempo.
Forse il problema non è il pianoforte scordato, ma chi non sa più riconoscere una nota giusta da una stonata. In una crude metafora, la musica di questo pianoforte sembrerebbe la sicurezza di questo paese, un armonioso rumore di fondo che si confonde con disattese parole stonate. E così il vecchio strumento resta lì, custode silenzioso di una verità semplice:
che senza ascolto, senza orecchio e senza cura, nessuna comunità potrà mai ritrovare la propria melodia.
Un tempo bastava una serenata per riaccendere la vita di una piazza.
Oggi, a Sant’Agnello, resta solo un pianoforte dimenticato che suona la nota più triste di tutte: quella del disinteresse.