Sant’Agnello (Na) – La circolazione è diventata, negli ultimi giorni, una vera prova di pazienza.
Il tratto di via Mario Castellano, dove è stato negato il doppio senso di marcia, sta generando ripercussioni a catena su tutta la viabilità circostante. Oggi il traffico si concentra in modo caotico su via Cappuccini, dove i veicoli salgono e scendono senza regole apparenti, creando situazioni di rischio continuo per chi vive o attraversa la zona.
“È diventato pericoloso anche solo uscire di casa” raccontano alcuni residenti, che lamentano una crescita esponenziale del traffico e della velocità dei mezzi lungo una strada pensata per tutt’altro volume di circolazione.
Una viabilità che confonde e mette in pericolo
Il problema non riguarda soltanto via Cappuccini.
Nel tratto di via Raffaele Fiorentino, e soprattutto nel collegamento tra via Mario Castellano e via Marion Crawford – la strada che conduce verso Sorrento – la situazione appare ancora più complessa.
In circa cinquanta metri di percorso oggi si assiste a un flusso di auto e motorini che procedono anche contromano, ignorando il divieto d’accesso e una segnaletica spesso poco chiara. Nei primi due giorni successivi all’entrata in vigore dell’ordinanza sindacale n. 135 del 29 ottobre 2025, in questo tratto di strada era presente un agente della Polizia Municipale, che garantiva ordine e sicurezza.
Oggi, però, si ha la sensazione che quella parte di Sant’Agnello sia diventata una piccola “terra di nessuno”.
Traffico, inquinamento e vivibilità
L’aumento del traffico in una rete stradale così ridotta ha inevitabili effetti anche sulla qualità dell’aria.
Secondo dati generali di ARPAC Campania e dell’ISPRA, si registra un incremento medio delle emissioni legate al traffico locale.
Sebbene non vi siano ancora rilievi specifici per questo tratto, l’intensificazione dei flussi veicolari in strade strette e a bassa capacità – come via Cappuccini e via Fiorentino – può realisticamente comportare un aumento delle concentrazioni di PM10 e NO₂ (biossido di azoto), derivanti dalle continue frenate e accelerazioni tipiche del traffico urbano. Gli abitanti segnalano non solo un disagio acustico crescente, ma anche un peggioramento della vivibilità quotidiana: spostarsi a piedi è diventato difficile, la sosta è caotica, e il rischio di incidenti o di conflitti tra automobilisti e pedoni è ormai all’ordine del giorno.
Diritti dei cittadini e “stalking urbano”
Di fronte a questa situazione, anche alcune associazioni dei consumatori guardano con attenzione agli effetti che il nuovo assetto viario sta producendo sulla vita dei cittadini.
Si parla – in senso figurato ma eloquente – di un vero e proprio “stalking urbano”, un insieme di disagi, stress e pericoli che ogni giorno si abbattono sui residenti costretti a convivere con traffico, rumore e inquinamento. L’avv. Carla De Gregorio, esperta in diritto amministrativo e portavoce di un’associazione di tutela civica, spiega: “Non si tratta ovviamente di un reato, ma di una condizione di pressione costante che può ledere il diritto dei cittadini a un ambiente salubre e a una mobilità sicura. In casi di disservizi gravi o persistenti, le associazioni possono promuovere azioni collettive o diffide formali per sollecitare il Comune a intervenire”. Il riferimento normativo è contenuto negli articoli 140 e seguenti del Codice del Consumo, che riconoscono alle associazioni rappresentative il potere di agire in giudizio per la tutela dei diritti collettivi dei cittadini, e nell’articolo 2043 del Codice Civile, relativo alla responsabilità per danno ingiusto causato da fatto illecito.
Un appello al buon senso
Oggi più che mai, Sant’Agnello ha bisogno di una revisione complessiva della viabilità, che tenga conto non solo delle necessità di circolazione, ma anche della sicurezza e della qualità dell’ambiente urbano.
Serve una pianificazione razionale e partecipata, che restituisca equilibrio ai flussi di traffico e renda le strade nuovamente vivibili, soprattutto per chi le abita ogni giorno.